Non parlo di amori, come faceva Venditti nella sua canzone.
E’ solo questa frase di quel brano a risuonarmi nella testa.
Ormai da tre settimane è il ritornello delle mie giornate.
Io mi riferisco agli amici.
Amici, che hanno fatto dei giri immensi e sono ritornati.
Ci eravamo persi, senza neanche dei veri perché.
E poi, uno dopo l’altro, eccoli ritornare nella mia vita.
Complice quel Facebook tanto demonizzato, abbiamo cominciato con un Guarda-chi-c’è!, per poi passare a qualche battuta, qualche mi-piace, una chiacchiera in privato, fino a giungere al Basta-vediamoci!
Ho esordito tre settimane fa con un pranzo con la mia più cara amica dei tempi delle elementari-medie-liceo. Tutte quelle estati trascorse insieme.
Poi, le scelte. Lei si è incamminata giovanissima verso il matrimonio e la maternità, io verso l’università e l’architettura.
Ci siamo perse lentamente, forse con distrazione.
E ci siamo ritrovate lì, sedute ad un tavolino, sempre le stesse.
Unica differenza lo sguardo. Meno spaesato di un tempo, è uno sguardo che ha molto da raccontare. Un tempo aveva ancora tutto da scoprire.
La scorsa settimana è stata la volta di un gruppo di colleghi – amici molto cari.
Con loro ho condiviso tantissimo. Soprattutto una fase cruciale della mia vita, sia personale che professionale.
E’ veramente bello ritrovarsi a chiacchierare attorno ad un bicchiere di vino (due bottiglie in quattro… saranno troppe?
) avendo così tanto in comune.
Architettura e professione comprese.
E poi, last but not least!, la mia amichetta di medie e liceo. Vi ho parlato di lei qui. Ma noi non abbiamo condiviso solo la scherma.
Le prime infatuazioni furono contemporanee.
Fu lei a presentarmi il mio Marito 1.0 (ve ne ho parlato tanto… qui!).
Con lei ci iscrivemmo ad architettura (ma lei, poi, scelse di seguire la sua vera Passione).
Non ci siamo mai perse di vista veramente. Un filo ci ha sempre tenute al corrente delle reciproche novità salienti.
Ecco. E’ strano.
Strano come questi incontri si siano succeduti.
Strano come siano stati tutti, ognuno a suo modo, molto emozionanti.
Strano scoprire che, a parte qualche ruga in più, non siamo cambiati.
Strano capire che, nonostante il tempo, i legami che ci avevano fatti trovare sono ancora vivi.
Strano constatare che il tempo non ha cambiato il nostro volerci bene.
Com’è strana la vita.
Che ne penso? Che ci devo fare un post. Perché dipende da come se ne vanno… e non m’importa come la vita li abbia cambiati, chi se n’è andato scorrettamente, chi se n’è andato spezzandomi il cuore non potrà ritornare mai più.
Diverso, ovviamente, per quelli che si sono persi di vista senza un preciso perché, solo la vita che ha portato altrove: con loro è sempre un gran bel ritrovarsi!
Infatti, in questo caso, si parla di coloro che si sono persi senza un vero perché.
O meglio, magari può esserci stato anche qualche screzio, che però, con il tempo, si è dissolto trasformandosi in un momento di follia.
E pensandoci bene, anche io devo fare un post-bis sul fatto che nessuno mi ha mai spezzato il cuore in questa vita. O_O (faccina sorpresa, che non so se si fa così…)
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Le coincidenze…ed il destino. Maremma come ci credo io…..;-) un bacio e grazie per questi continui spunti di riflessione…
Io ci credo. E a volte mi spaventano parecchio!
Grazie a te per essere sempre qui!!!
Bello. Proprio oggi ho letto un racconto sull’importanza dell’amicizia di lunga data. Sono quei ricordi che diventano parte di noi.
Infatti. Rivedendoli ho scoperto una parte di me in ognuno di loro.