Vorrei non essere più parecchia me che sono stata eppur non riesco ad uscire dalla prassi di somigliarmi.
La rinascenza mi è esclusa per vocazione.
Disse Benedetta, una mia sorella di cui vi ho parlato qui (ed anche qui!) e che leggete spesso tra i miei commentatori.
Questa sua frase, buttata su Facebook con nonchalance come solo lei sa fare, ha risvegliato in me un carretto di riflessioni.
La prima, la più intensa, è Oddio come ti capisco!
Vi è mai capitato di fare fatica a stare nei vostri panni?
A me, spesso.
Perché è così difficile reggere il passo. Il mio passo.
Mi scoccio da sola, mi rompo le balle da sola, mi auto-stanco.
Mi faccio le domande e mi rispondo.
Ne penso sempre una in più.
Sto ancora approfondendo un pensiero, quando nel frattempo un’altra parte di me già ne partorisce un altro.
Sono in continuo divenire. E non mi sto dietro.
Qualche disturbo dissociativo di identità? Forse.
Effettivamente mi capita di rispondermi come se stessi parlando con un’altra persona.
E poi, nel mio divenire, sono la mia logica evoluzione.
Come dice Benedetta, mi assomiglio.
La me di oggi rifarebbe esattamente gli stessi errori della me di vent’anni fa.
Per arrivare a questo preciso istante.
Che sia una infinita presunzione autocelebrativa?
Macchenesò!
So però con certezza che ne è venuto fuori un post spettacolarmente delirante!!!!
E non chiamate qualcuno di bravo con la camicia di forza, eh!!!!
ma quindi non capita solo a me di farmi le domande e darmi le risposte e alle volte trovarmi irrimediabilmente noiosa? fiiuuu… mi sento meglio!;)
Evviva. Non siamo sole.
Alla vigilia del voto questa riflessione si rinnova. Non riesco a seguire la corrente, non colgo la fascinazione propagandistica, detesto il concetto di voto utile e nello stesso tempo mi disgusta il voto disperso. Amo la Carta Costituzionale ma odio essere tacciata di astensionismo quando di fatto non c’è nessuno che ritengo degno del mio voto…quanto sarebbe facile cavalcare l’onda, andare sul carro del vincitore eppure mi somiglio troppo e non colludo. Come cantava Bennato ” non potrò mai far carriera nel giornale della sera…”. Ribadisco. La rinascenza mi è esclusa per vocazione…grazie per aver messo il mio pensiero in questo luogo che tanto mi è caro. Tua B.
E non finirà qui.
Grazie a te. I tuoi pensieri ed i tuoi commenti danno molto più senso e molta più Qualità alle stupidaggini che scrivo.
Stretta nei miei panni? E che ne so! Io i miei panni li ho lasciati sul bordo del fiume mentre mi bagnavo nella mia disperazione, e non li ho mai più ritrovati. E’ da allora, che avevo poco più di diciott’anni, che mi vesto con quello che c’è. Magari scarto quello che proprio non mi piace, ma i miei panni non li ho rindossati mai più (Non te l’aspettavi una Diemme così malinconica, eh?
).
Non mi aspettavo una Diemme così arrendevole!!!!
Non sempre si hanno energie per tutto. A volte bisogna fermarsi e ricaricarsi. La macchina più potente del mondo non puà camminare senza carburante.
Non è resa, direi che è un fatto quasi meccanico.
Beh, io non ci sto. Al posto tuo!!!
???
Ora vado, ci rincrociamo stasera per il Ruzzle, ciao!
Volevo dire che, se vuoi, ti costringo io a rimettere i tuoi panni di diciottenne. A stasera (anche se mi batti sempre!)!