Eccoci alla ripresa delle rubrichette settimanali.
Per parlare di polvere.
L’architetto e la polvere: che sorta di relazione li coinvolge?
Ok, sappiatelo: l’architetto è sempre impolverato.
Se non lo è, insospettitevi.
Ça va sans dire che mi riferisco ad un riscontro durante l’orario di lavoro. Qualora dovesse essere impolverato anche nei suoi impegni serali e/o mondani… insospettitevi lo stesso!!!
Lo svolgimento di questa professione implica sempre un buon motivo per finire nella polvere. Quella polvere finissima che si insinua ovunque, che senti nel naso e nella bocca anche se non l’hai nè sniffata nè leccata.
Stai seguendo un cantiere in fase di demolizione? Ti impolveri. Tantissssssimo.
Stai seguendo un cantiere in fase di ricostruzione? Ti impolveri. Tanto. Perché gli operai aspettano il tuo arrivo per fare qualche traccia dimenticata (potrebbero anche non aspettarti perché mica gli serve l’architetto pe’ ffà ‘na traccia, ma altrimenti, dove sarebbe il divertimento? Divertimento per loro, ovviamente).
Sei arrivato a tre giorni dall’inaugurazione del suddetto lavoro? Ti impolveri lo stesso, perché gli scatoloni… i chiodi da piantare nei muri… le pulizie da fare all’ultimo momento… la stessa polvere del cantiere che continuerà ad affacciarsi anche a sei mesi dalla fine… Insomma, ti impolveri comunque.
Non hai nemmeno lontanamente incominciato il cantiere e stai ancora solo progettando sulla carta, seduto al computer con la melina? E ti impolveri comunque!!!
Perché capita che tu, da rilievo effettuato con le tue manine sante dotate di disto (qui il disto!) supertecnologico, abbia riscontrato delle anomalie nello spessore dei muri perfettamente incartati (ovvero ricoperti di carta da parati
). Che, su disegno, pare che c’è un pilastro, ma anche no.
E che ti combina l’architetto all’avanguardia?
Va sul posto, dotato di scalpello e mazzetta (attrezzo che io adoro!), e demolisce/rimuove/buca/scarta/smonta fino a giungere ad una conclusione ben motivata.
Ebbene, io ORA sono impolverata. Ed il pilastro, no, non c’è.
averne di polvere!!!!
E pure tu c’hai ragione!
Io sono allergica alla polvere
Non sei la sola!
Allora devo dire a Mattia di scegliere un altra professione da grande, visto che è parecchio allergico alla polvere!!!
Beh… se è la sua passione, potrà sempre prendere gli antistaminici, no?
E io che sono allergica alla polvere….
Dovresti prendere gli antistaminici…. A 18 anni non ci pensi a queste cose!!
Tummifaimorire!!!!!
Ma come mi manca tutto questo! Sai cosa penso ci sia di peggio di un architetto impolverato? Un architetto che non può più impolverarsi in un cantiere! Ergo la sottoscritta che la vita l’ha portata su altri lidi ! Ma l’architettura nonostante tutto riesce a tenerla ancora a galla!
Hai ragione. Anche io non mi impolvero più tanto spesso.
Ora andrò nel tuo blog a cercare di scoprire su quali altri lidi ti ha portata la vita!!
Puoi vedere qui dove i ha portato la marea!
http://mariaemmajr.wordpress.com/2013/01/18/vita-di-pi-pubblico-impiegato-riflessioni-1/