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La maestra di sci.

Dicevo quiIo dovevo fare la maestra di sci!
Ma ve lo avevo mai confessato?

Madonna di CampiglioEro all’ultimo anno di liceo scientifico, e già adoravo sciare.
Era, ed è, una sensazione che raramente provavo: mi sentivo al mio posto.
Ero certa di essere laddove ero stata destinata.
Io, nata in Veneto. Madre trentina, padre veneto. Due nonni veneti, una nonna trentina, un nonno abruzzese.
Nessuno sciatore. Ma checcentra.
Infilavo gli sci ai piedi e combaciavo con l’universo intorno.

Più si avvicinava il momento della scelta per il mio futuro e più si configurava il dilemma: maestra di sci o architetto?
A quei tempi avevo un maestro di sci, sempre lo stesso di anno in anno, che si era offerto di prepararmi per l’esame.
Avevo immaginato un futuro in mezzo alla neve ed alle montagne. Ma accanto, un futuro da architetto di successo, pieno di soddisfazioni.
La passione istintiva contro la passione cerebrale.
Istintiva, perché lo sci non mi dava alcuna garanzia. Io non ero un’atleta con risultati, ero una semplice innamorata senza gare e traguardi.
Invece, l’architettura… anche se non conoscevo nessuno nell’ambiente, ero sicura di potercela fare. Ci credevo.

Giungiamo così ai giorni nostri. Sono architetto.
Lo scorso martedì ho infilato gli scarponi, gli sci poi. Erano trascorsi sette anni dall’ultima volta.
La stessa sensazione di un riflettore che si accende per illuminare l’ingresso sul palcoscenico della tua vita.
Da quella scelta liceale, due matrimoni, un figlio, tante soddisfazioni professionali.
Ma l’architettura non mi ha mai dato ciò che lo sci e la montagna continuano a regalarmi: l’inconsapevole certezza di essere al mio posto.

Il dubbio di avere sbagliato tutto c’è, ogni tanto.
Poi guardo mio figlio.
Se Gabriele è il risultato delle scelte fatte e della strada percorsa fino ad ora… No, non ho sbagliato. Mai.

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9 commenti su “La maestra di sci.

  1. fiammisday
    14 gennaio 2013

    O come mai tu mi fai anche commuovere!!!! Uffa…..è che anch’io ho spesso la stessa sensazione, fare la commercialista non mi appaga, non mi diverte, ma è, probabilmente, quello che mi ha portato ad essere qui oggi, con una vita piena, un famiglia meravigliosa ed un piccolo sfogo per la mia voglia di “immenso”: il mio blog!! Sei davvero una persona speciale, perchè le tue emozioni io le vedo!!! Un bacio

    • Patrizia
      14 gennaio 2013

      E tu fai commuovere me!
      Anche mentre scrivevo questo post avevo i lucciconi. A volte penso che avere un blog sia una sorta di psicoterapia. Ci si mette a nudo di fronte a degli sconosciuti, e si diventa più forti.
      E poi si conoscono tante personcine a modo….. :-D :-D :-D

  2. Diemme
    14 gennaio 2013

    Per vie diverse, abbiamo fatto le stesse scelte, e cioè di rifiutare la “pancia” e di decidere con la testa. Oggi, più o meno pentite di non aver seguito l’istinto, quello che ci avrebbe portato a stare al posto che avremmo sentito ‘nostro’, in cui ci saremmo sentite ‘noi’, ci consoliamo pensando a quel figlio che non avremmo avuto, e che ci fa dire che non abbiamo sbagliato: credo sappiamo entrambe che non è così…

    • Patrizia
      14 gennaio 2013

      La Patrizia di allora non avrebbe saputo fare altrimenti. Ma rispetto la sua scelta.
      Certo è che Gabriele sarebbe nato comunque, e magari avrebbe avuto anche Fabrizio come padre. Chi può dirlo…
      Non credo di avere sbagliato. Ma è sicuro che, se oggi avessi di nuovo quei vent’anni ed il coraggio di questi quaranta e ultra, prenderei altre strade.
      Insomma, e lo dico ad entrambe noi, non abbiamo sbagliato: siamo semplicemente cambiate. Non ci resta che godere di quanto abbiamo conquistato, nonostante magari ORA preferirei sciare dietro ad un branco di marmocchi che non stare qui a cercare sanitari fighetti su internet!
      Ps: Sai cosa mi ha detto mio marito in proposito? ‘Tu ami il tuo lavoro. Se avessi l’opportunità di svolgerlo in un contesto diverso, dove esistono ancora le soddisfazioni, non ti vedremmo più!’ Come dargli torto?

  3. ero Lucy
    16 gennaio 2013

    Ora dimmi che andavi al Malpighi e chiudiamo il cerchio O.O

    • Patrizia
      16 gennaio 2013

      Scuola privata femminile di suorine a piazza Euclide. Non commentare, va!!

Dai, dai... dimmi cosa ne pensi!

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