Nessun buon proposito per il nuovo anno.
Non ci credo più.
Sono tanti gli obiettivi, ma non voglio legarli al calendario.
Io non riesco a cambiare testa od espressione del viso assieme all’alba del nuovo anno.
Un po’ come il compleanno: non mi cambia nulla, anzi. Ma non divaghiamo…
Per questa settimana tronca, ed in preparazione della prossima (avremo modo, uh se ne avremo…
), voglio aiutarmi a ricordare quei motivi per cui ne vale la pena.
Di vivere. Di ridere. Di svegliarsi e di addormentarsi con un sorriso. Di abbracciarsi. Di correre. Di saltare. Di ubriacarsi.
Perché arranco un po’.
Per oggi, incominciamo con i più banali?
La mano calda di mio figlio.
E’ così bello camminare stringendo la sua piccola mano quasi seienne nella mia.
Mi piace sentirlo vicino in questo modo. Quasi custodirlo.
Come se, camminando mano nella mano, una calda energia passasse dal mio al suo corpo, e viceversa.
Come se l’amore che proviamo l’uno per l’altro entrasse in circolo.
La stessa sensazione che provo quando dormiamo insieme, con le nostre fronti unite in un unico pensiero di pace e serenità.
Magari non ci guardiamo per l’intera giornata, ma, alla sera, ci ritroviamo così.
Vicini vicini, come gli animali dei video visti e rivisti!
Ecco, per questo vale la pena.
Per vedere come sarà tenere la sua mano tra un anno, tra due, cinque, dieci..
E poi,
La risata di mio marito.
Credo di non ricordare la sua ultima risata.
Risata, non sorriso.
I suoi colleghi me ne parlano come di un giullare di bordo (ricordo ai nuovi lettori che è un assistente di volo).
Con noi, in casa, è sempre più serio.
Ha passato anni difficili, e non è detto che i prossimi, per motivi diversi, saranno più semplici.
Beh… vale la pena stare qui ad attendere la sua prossima risata di pancia!
Alla quale, probabilmente, reagirò con qualche lacrima silenziosa.
Bonus #ValeLaPena: il gelato allo zabaione di Giovanni (Gelateria Duse, Roma-Parioli). Su bli me.
Bellissimo. Un bacione…
GraZie! Un bacio a te!
Confermo per esperienza: la risata di Ando è piena, ricca, di pancia, contagiosa. (per tutti i lettori Ando è il modo in cui a 18 mesi ho ribattezzato mio cugino Fabrizio) . Tornerà, presto e sono certa di poter contribuire all’evento perché siamo Giullari DOC.
Puoi quindi immaginare quanto mi manchi.
E, a proposito, chiedo intervento urgente della famiglia Giullari DOC!!! :-*
eccoci! siamo in servizio anche nel w/e!
Noi no!!!!
Oh, bella Pattibum. Com’e’ amara questa considerazione. Spero che possiate presto sentirlo ridere di pancia.
Gli concedo altri sei mesi, ma per puro egoismo. Perché, in realtà, non so se riuscirà mai a togliersi di dosso quel velo di tristezza che lo accompagna dallo scorso maggio.
E tanto per fare la battuta stupidina… male che vada ti chiedo una prestazione professionale e te lo mando!!!
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